Rallenta la domanda di EV: i raffinatori rivedono al rialzo le stime sulla benzina per il 2026

La crescita delle vendite di auto elettriche si dimezza in Europa e Italia, spingendo Eni, Saras e API a rivedere al rialzo le proiezioni sui consumi di benzina e gasolio per il 2026.

Il rallentamento della crescita delle vetture elettriche sta riscrivendo le previsioni dei raffinatori mondiali, italiani inclusi. Secondo i dati ACEA, nei primi cinque mesi del 2026 le immatricolazioni di auto BEV in Unione Europea sono cresciute solo del 4,7% anno su anno, contro il previsto +18%. In Italia il dato e ancora piu eloquente: le BEV pesano appena il 5,8% del totale immatricolato, contro il 19,4% della media UE, mentre le vendite di ibride mild e plug-in continuano a crescere a doppia cifra.

Le cause del rallentamento sono note: prezzi di listino ancora elevati (in media 41.000 euro per una BEV compatta), una rete di ricarica ultrarapida insufficiente (circa 14.500 punti HPC in Italia contro un fabbisogno stimato di 33.000), incertezza sugli incentivi e la fine dell'Ecobonus a esaurimento fondi. A questo si aggiunge il caro-energia elettrica che, nonostante il calo del PUN, ha eroso parte del vantaggio operativo rispetto a benzina e diesel.

In risposta, l'Agenzia Internazionale dell'Energia ha rivisto al rialzo le stime di domanda globale di benzina per il 2026 portandole a 27,2 milioni di barili al giorno (+450.000 bpd rispetto alla previsione di gennaio), mentre la domanda di gasolio per autotrazione e stata corretta a 28,9 milioni di bpd. Eni, nella propria conference call sui risultati del primo trimestre, ha rivisto al rialzo del 6% le proiezioni di volumi venduti nella rete carburanti italiana per l'intero 2026, attestandosi a circa 8,2 milioni di tonnellate.

Saras, recentemente passata sotto il controllo della svizzera Vitol, ha confermato che la raffineria di Sarroch in Sardegna lavorera a piena capacita (oltre 300.000 bpd) durante tutto il secondo semestre, con margini di raffinazione stimati intorno ai 7,80 dollari al barile, superiori del 35% alle attese di inizio anno. Anche l'API di Falconara e la raffineria di Milazzo (Eni-KPC) stanno rivedendo i piani di manutenzione per massimizzare il throughput.

Sul piano della transizione energetica, il rallentamento delle BEV apre un dibattito politico delicato. Il governo italiano, attraverso il ministro Pichetto Fratin, ha gia chiesto formalmente a Bruxelles una revisione del bando ai motori endotermici previsto per il 2035, sostenendo che i biocarburanti HVO e l'e-fuel debbano essere considerati tecnologie neutrali al carbonio. Eni Sustainable Mobility, attraverso la bioraffineria di Gela e quella di Venezia-Marghera, ha incrementato la produzione di HVO del 38% nel 2025, raggiungendo 1,1 milioni di tonnellate annue.

Gli analisti di Equita prevedono che il margine EBIT della divisione Refining & Marketing di Eni possa toccare i 2,1 miliardi di euro nel 2026, sostenuto dal mix tra carburanti tradizionali ad alti margini e biocarburanti incentivati. Tuttavia, gli investitori ESG guardano con preoccupazione al ritorno dei combustibili fossili nei portafogli industriali europei, e la pressione per un piano di decarbonizzazione credibile resta intatta.

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