OPEC+ proroga i tagli volontari di 2,2 milioni di barili al giorno fino a fine 2026
L'alleanza OPEC+ estende i tagli volontari alla produzione di 2,2 milioni di barili al giorno fino a dicembre 2026, sostenendo il Brent sopra gli 82 dollari e rassicurando Eni e i raffinatori italiani.
L'alleanza OPEC+ ha confermato la proroga dei tagli volontari alla produzione pari a 2,2 milioni di barili al giorno fino al 31 dicembre 2026, in una decisione coordinata da Arabia Saudita e Russia che ha sorpreso solo in parte i mercati di Londra e Milano. Il Brent ha reagito con un rialzo immediato del 3,4%, portandosi a 84,70 dollari al barile, mentre il differenziale con il WTI si è stabilizzato attorno ai 4,20 dollari.
Per l'Italia la notizia ha un peso significativo: il Paese importa circa l'86% del proprio fabbisogno petrolifero e il prezzo del greggio incide direttamente sui margini di raffinazione di Eni e Saras. Secondo le stime di Unione Energie per la Mobilita, ogni dollaro in piu sul barile si traduce in circa 0,7 centesimi di euro al litro alla pompa entro tre settimane, un dato che il governo Meloni segue da vicino in vista della revisione delle accise prevista per il 2026.
I produttori coinvolti nei tagli volontari sono otto: Arabia Saudita (1 milione di bpd), Russia (471.000 bpd), Iraq (220.000 bpd), Emirati Arabi Uniti (163.000 bpd), Kuwait (135.000 bpd), Kazakistan (82.000 bpd), Algeria (51.000 bpd) e Oman (42.000 bpd). Il ministro saudita dell'Energia, principe Abdulaziz bin Salman, ha dichiarato che la decisione e "data-dependent" e potra essere rivista trimestralmente in funzione della domanda asiatica e dello stato delle scorte OCSE.
Il commissario europeo all'Energia ha espresso preoccupazione per l'impatto sull'inflazione energetica nell'Eurozona, che secondo Bruxelles potrebbe restare ostinatamente sopra il 2,3% nel primo semestre 2026. La BCE, attraverso la voce di Christine Lagarde, ha gia segnalato che ulteriori tensioni sul Brent potrebbero ritardare il previsto taglio dei tassi di 25 punti base atteso a marzo. Per Confindustria Energia, il costo aggiuntivo per l'industria manifatturiera italiana e stimato in 1,8 miliardi di euro su base annua.
Eni, dal canto suo, beneficia parzialmente di prezzi piu sostenuti: l'amministratore delegato Claudio Descalzi ha indicato che ogni dollaro sul Brent vale circa 180 milioni di euro di utile operativo aggiuntivo per il gruppo di San Donato Milanese. Tuttavia, la divisione Plenitude e i margini downstream subiscono pressioni in senso opposto, soprattutto sulla rete carburanti italiana, dove la concorrenza dei pure player low-cost limita la traslazione dei rincari.
Gli analisti di Intesa Sanpaolo prevedono che il Brent oscillera tra 80 e 88 dollari nel 2026, con un picco possibile a 92 dollari in caso di nuove tensioni nel Mar Rosso. La prossima riunione ministeriale OPEC+ e fissata per il 1 giugno 2026 a Vienna, e sara cruciale per capire se i tagli verranno gradualmente smantellati nel 2027 o se l'alleanza optera per un nuovo prolungamento, scenario quest'ultimo che renderebbe strutturale la "premium geopolitica" sui prezzi.