NEOM: il mega-progetto di idrogeno verde entra in fase di produzione commerciale
L'impianto di Helios a NEOM avvia la produzione commerciale di idrogeno verde da 600 tonnellate al giorno, ridisegnando le rotte energetiche tra Golfo Persico, Mediterraneo e Italia.
Il mega-progetto NEOM Green Hydrogen, sviluppato dal consorzio formato da ACWA Power, Air Products e NEOM Company, ha ufficialmente avviato la produzione commerciale di idrogeno verde nello stabilimento di Oxagon, sulla costa nord-occidentale dell'Arabia Saudita. Si tratta del primo impianto al mondo di queste dimensioni: 4 gigawatt di capacita installata tra eolico e fotovoltaico, 2,2 gigawatt di elettrolizzatori e una produzione attesa a regime di 600 tonnellate al giorno di idrogeno, convertito in 1,2 milioni di tonnellate annue di ammoniaca verde.
L'investimento complessivo ha raggiunto gli 8,4 miliardi di dollari, finanziato da un pool di 23 banche internazionali tra cui Intesa Sanpaolo e UniCredit, che hanno sottoscritto rispettivamente 220 e 180 milioni di dollari nel project finance chiuso a marzo 2023. Il piano prevede l'esportazione del prodotto principalmente verso Europa e Asia, con contratti di offtake gia firmati con utility tedesche e giapponesi.
Per l'Italia, NEOM rappresenta un tassello strategico nel cosiddetto SoutH2 Corridor, il corridoio dell'idrogeno che dovrebbe collegare Nord Africa, Italia, Austria e Germania entro il 2030. Snam, attraverso il proprio piano industriale al 2027, ha previsto investimenti per 2,8 miliardi di euro nell'ammodernamento delle dorsali Adriatica e Tirrenica per renderle compatibili con miscele al 20% di idrogeno. Il rigassificatore galleggiante di Piombino e quello di Ravenna potrebbero in futuro essere riconvertiti per la ricezione di ammoniaca verde proveniente dal Golfo.
L'amministratore delegato di Snam, Stefano Venier, ha dichiarato che "l'Italia ha la geografia e l'infrastruttura per diventare l'hub europeo dell'idrogeno verde mediterraneo". Il piano nazionale PNRR ha gia stanziato 3,64 miliardi di euro per la filiera idrogeno, di cui 450 milioni destinati a hydrogen valleys industriali a Taranto, Civitavecchia e Porto Marghera. Eni, da parte sua, ha siglato un memorandum d'intesa con NEOM per valutare l'importazione di 100.000 tonnellate annue di ammoniaca verde dal 2027.
Sul piano dei costi, l'idrogeno verde di NEOM dovrebbe raggiungere un prezzo levelized (LCOH) attorno a 3,80 dollari al chilogrammo, ancora circa il triplo dell'idrogeno grigio prodotto da metano. Tuttavia, il meccanismo europeo CBAM e i Contracts for Difference della Banca Europea dell'Idrogeno (che ha chiuso la seconda asta a marzo 2026 con premi medi di 0,48 euro/kg) stanno colmando rapidamente il gap competitivo.
Resta pero il nodo logistico: trasportare ammoniaca su navi gas carrier costa circa 0,90 dollari al chilogrammo equivalente di idrogeno, e la riconversione in idrogeno nei porti di sbarco (il cosiddetto cracking) introduce perdite energetiche del 20-25%. Per questo Eni e Snam stanno valutando l'uso diretto dell'ammoniaca come combustibile navale e nell'industria pesante (acciaio, cemento, vetro), settori in cui l'idrogeno molecolare puro non e strettamente necessario e dove la transizione potrebbe accelerare gia dal 2027 grazie agli incentivi del Green Deal Industrial Plan.