Permian Basin: produzione record nonostante il calo degli impianti di perforazione

Il bacino texano del Permian raggiunge 6,4 milioni di barili al giorno con solo 295 rig attivi, una rivoluzione di efficienza che ridisegna i flussi verso il Mediterraneo e i porti italiani.

Il Permian Basin, l'immenso bacino petrolifero a cavallo tra Texas occidentale e New Mexico, ha registrato a maggio una produzione record di 6,42 milioni di barili al giorno, secondo i dati pubblicati dall'Energy Information Administration statunitense. Il dato sorprendente e che questo risultato e stato ottenuto con soli 295 impianti di perforazione attivi, in calo del 18% rispetto al picco di 360 rig del 2023.

La spiegazione risiede in un balzo straordinario della produttivita per pozzo: ogni nuovo well produce oggi in media 1.450 barili al giorno nei primi novanta giorni, contro i 1.080 di tre anni fa. Tecniche di completamento ottimizzate, pad drilling con dieci pozzi orizzontali per piattaforma e l'uso intensivo di intelligenza artificiale per il targeting geologico hanno cambiato le regole del gioco. Pioneer Natural Resources, ora parte di ExxonMobil dopo l'acquisizione da 64,5 miliardi di dollari, guida questa rivoluzione di efficienza.

Per l'Italia e l'Europa meridionale, l'impatto e tangibile. Le esportazioni di greggio leggero WTI Midland verso il Mediterraneo hanno superato a maggio i 2,1 milioni di barili al giorno, di cui circa 380.000 destinati a raffinerie italiane. Eni, attraverso il proprio impianto di Sannazzaro de' Burgondi e quello di Livorno, ha incrementato la quota di WTI nel proprio slate al 22%, sostituendo parzialmente greggi russi non piu disponibili e riducendo la dipendenza dal Mediterraneo orientale.

Il porto di Trieste, snodo strategico dell'oleodotto TAL verso l'Austria e la Germania, ha movimentato nei primi cinque mesi del 2026 oltre 14,6 milioni di tonnellate di greggio, con una crescita del 9,8% sull'anno precedente. Una quota crescente proviene proprio dai terminali texani di Corpus Christi e Houston, da cui partono le superpetroliere VLCC dirette al porto giuliano. Il differenziale WTI-Brent, stabile attorno a -4,20 dollari, rende economicamente attraente questa rotta nonostante i 35 giorni di navigazione.

Gli analisti di Goldman Sachs e di Equita SIM concordano sul fatto che il Permian potrebbe raggiungere i 7 milioni di barili al giorno entro la fine del 2026, sebbene cominci ad emergere il problema della cosiddetta "parent-child interference": pozzi troppo vicini tra loro che si cannibalizzano la produzione. Diamondback Energy ha gia segnalato un declino piu rapido nelle aree mature di Midland.

Sul fronte ambientale, la nuova amministrazione statunitense ha allentato i vincoli sul flaring del gas associato, una decisione criticata dalla Commissione Europea nel contesto del meccanismo CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism). Eni e Saras stanno gia valutando l'impatto in termini di carbon intensity sulle proprie forniture e potrebbero richiedere certificazioni di metano controllato (MiQ) per il greggio importato. Si stima che entro il 2027 oltre il 60% delle importazioni italiane di greggio dovra rispettare standard di tracciabilita ESG sempre piu stringenti.

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